Le difficoltà del datore di lavoro nel tassare il Tfr

di Gorgoglione Fausta

in Pratica Professionale - I Casi, n. 10/2001, pag. 383 - Caso n. 184

 

Il trattamento di fine rapporto di lavoro dipendente ha subito profonde modifiche nel regime di imposizione IRPEF dal 1° gennaio 2001. Quali sono le principali novità per il datore di lavoro?

(N.L. - Bologna)

 

Grandi novità hanno interessato dal 1° gennaio 2001 i datori di lavoro, in relazione alla corresponsione dell'indennità di fine rapporto, che viene liquidata a favore del lavoratore alla cessazione del rapporto.

Il D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, prima, e il D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168, dopo, hanno, infatti, innovato profondamente la disciplina impositiva del Tfr e delle somme similari, salvaguardando, invero, le quote accantonate fino al 31 dicembre 2 00.

Le nuove regole si presentano particolarmente complesse e hanno dato luogo a una serie di dubbi applicativi, che solo in parte sono stati risolti dalla circolare 20 marzo 2001, n. 29/E dell'Agenzia delle Entrate (in Pratica Professionale n. 16/2001, pag. 477).

Le nuove regole prevedono una distinzione nel trattamento fiscale al momento della loro corresponsione per le quote di Tfr maturate fino al 31 dicembre 2000 rispetto a quelle maturate dal 1° gennaio 2001, nonché un meccanismo autonomo di tassazione della rivalutazione monetaria.

Il sostituto di imposta deve calcolare, in modo distinto, le basi imponibili delle due quote di Tfr maturate prima e dopo il 31 dicembre 2000.

Mentre per la quota determinata e accantonata fino al 31 dicembre 2000 dovrà applicare le vecchie regole, con riduzione dal Tfr maturato di una deduzione pari, generalmente, a 600 mila lire per ogni anno preso a base della commisurazione, per la quota maturata a decorrere dal 1° gennaio 2001, la base imponibile sarà commisurata alla quota maturata da tale data, ridotta delle sole rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva dell'11 per cento.

Quote Tfr maturate al 31 dicembre 2000

Per determinare la quota della base imponibile dell'indennità di fine rapporto maturata fino al 31 dicembre 2000, si detrae dall'ammontare netto un importo di Lit. 600.000 (ridotte, invece, nel caso di somme destinate a forme di previdenza complementare) per ogni anno per il quale si è calcolato l'accantonamento al fondo Tfr. Sono esclusi gli anni di anzianità convenzionale; la riduzione per periodi di lavoro inferiori all'anno si rapporta a mese ed è ridotta in caso di lavoro part-time.

Quote Tfr maturate dal 1° gennaio 2001

Gli accantonamenti maturati a partire dal 1° gennaio 2001 costituiscono imponibili ridotti della parte del loro ammontare costituita dalle rivalutazioni annuali del fondo accantonato, che vanno separatamente tassate con un'imposta sostitutiva pari all'11%.

L'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni si applica annualmente ed è versata dal sostituto d'imposta in acconto entro il 16 dicembre, in misura non inferiore al 90% di quanto dovuto in base alla rivalutazione dell'anno precedente o al 90% di quanto si prevede maturerà nell'anno di riferimento. Il saldo dell'imposta sostitutiva deve essere versato entro il 16 febbraio successivo.

Determinazione dell'imposta sul Tfr erogato

I passaggi che portano alla determinazione della base imponibile sono i seguenti:

- si calcola il Tfr complessivo, che deve essere considerato al netto della parte, maturata dal 1° gennaio 2001, della rivalutazione annuale già tassata con imposta sostitutiva (11%);

- si divide il Tfr complessivo per il numero di anni (e frazioni) preso a base di commisurazione dei Tfr, e si moltiplica il risultato per 12 (mesi), ottenendo il "reddito annuo di riferimento";

- si calcola l'aliquota IRPEF media, con la quale il detto reddito di riferimento sarebbe tassato con gli scaglioni IRPEF vigenti alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Successivamente, si applica l'aliquota, così determinata, alla base imponibile che risulta dalla somma algebrica del trattamento maturato fino al 31 dicembre 2000, dal quale si sottraggono tante volte Lit. 600.000 quanti sono gli anni di durata del rapporto e del trattamento maturato dal 1° gennaio 2001, invero, al netto della rivalutazione annuale, tassata in forma sostitutiva con aliquota 11%.

Aliquota

L'imposta si applica con l'aliquota determinata con riferimento all'anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all'importo che risulta dividendo il suo ammontare, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche complementari, per il numero degli anni e frazioni preso a base di commisurazione e moltiplicando il risultato per 12.

Per il calcolo dell'aliquota, si opera sulla base del "Tfr maturato", ovvero considerando l'intero importo accantonato alla data di cessazione del rapporto. Detto accantonamento sarà comprensivo delle somme destinate alle forme pensionistiche complementari, delle anticipazioni e degli acconti erogati al netto delle rivalutazioni.

Dividendo il Tfr "maturato" per il numero di anni e frazioni di anno preso a base di commisurazione per il suo calcolo, moltiplicando questo rapporto per 12, si ottiene il reddito di riferimento.

Su tale reddito, sulla base delle aliquote vigenti nell'anno in cui matura il diritto a percezione del Tfr, si opera il calcolo dell'imposta.

L'IRPEF così ottenuta va divisa per il reddito di riferimento e moltiplicata per 100, al fine di ottenere l'aliquota media, che verrà utilizzata per il calcolo dell'imposta in riferimento alla sommatoria delle basi imponibili precedentemente determinate.

Infine, dall'imposta si dovranno sottrarre le eventuali detrazioni spettanti. Le detrazioni riconosciute dalla norma sono pari a Lit. 120 mila annue per rapporti di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a 2 anni e Lit. 120 mila annue per i rapporti di lavoro cessati tra il 1° gennaio 2001 e il 31 dicembre 2005. Le suddette detrazioni sono, inoltre, cumulabili tra di loro.

In riferimento alla detrazione per contratti a tempo determinato inferiore a 2 anni, la citata circolare dell'Agenzia delle entrate 20 marzo 2001, n. 29/E, ha chiarito che essa non spetta nel caso in cui un rapporto a tempo determinato venga trasformato in rapporto a tempo indeterminato, senza liquidazione del Tfr.

Imposta definitiva

La tassazione definitiva del Tfr è, ora, effettuata dagli Uffici finanziari, che provvederanno a riliquidare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione. Gli Uffici finanziari iscriveranno a ruolo o rimborseranno le differenze entro il terzo anno successivo a quello di presentazione del Mod. 770 da parte del sostituto d'imposta.

Le anticipazioni

Anche in questo caso, occorrerà operare una distinzione tra la determinazione della base imponibile dell'anticipazione dall'individuazione dell'aliquota media applicabile alla predetta base imponibile.

Mentre la prima terrà conto delle quote di Tfr concretamente erogate al dipendente sulla base delle differenti regole previste prima e dopo la data del 31 dicembre 2000, la seconda si calcolerà sull'intero Tfr maturato fino alla data in cui l'anticipazione viene concretamente erogata.

Per il calcolo della base imponibile, si terrà conto di un criterio FIFO (First In, First Out). Qualora si erogasse un'anticipazione, occorrerà provvedere ad applicare, dapprima, fino a concorrenza delle somme maturate entro il 31 dicembre del 2000 le vecchie regole e, poi, in ragione delle somme maturate successivamente, le nuove regole.

 

Fonti normative

D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 17

D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47

D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168

C.M. 20 marzo 2001, n. 29/E