La compilazione degli elenchi INTRASTAT in caso di nota di accredito del fornitore comunitario

di Gorgoglione Lorenzo

in Pratica Professionale - I Casi n. 1 /2004, pag. 46

 

Ho ricevuto una nota di accredito dal mio fornitore francese a titolo di sconto per aver raggiunto nel 2003 un dato volume di acquisti, come da contratto. Ai fini della compilazione dell'elenco INTRASTAT mensile come devo considerare il documento ricevuto?

 

(Lettera firmata - Padova)

 

Il D.L. 30 agosto 1993, n. 331, che ha introdotto nell'ordinamento tributario la normativa disciplinante il regime Iva degli scambi intracomunitari, non detta alcuna regola specifica in riferimento al trattamento che deve essere riservato alle operazioni rettificative di precedenti acquisti o cessioni intracomunitarie.

Una norma, precisamente l'art. 56 del D.L. n. 331/1993 ha però stabilito che per quanto non diversamente disposto nel citato D.L. n. 331/1993 si applicano le disposizioni del D.P.R. n. 633/1972.

In forza di tale rinvio la soluzione al problema prospettato si deve cercare applicando, al caso in esame, le disposizioni di cui all'articolo 26 del D.P.R. n. 633/1972 il quale disciplina, appunto, le variazioni dell'imponibile e dell'imposta.

Nota di variazione

Tale articolo prevede un differente trattamento, a seconda che si tratti di:

- variazioni in aumento: in questo caso i contribuenti Iva sono obbligati a tutti gli adempimenti previsti in materia di imposta sul valore aggiunto (fatturazione, registrazione, ecc.), tutte le volte che, successivamente all'emissione della fattura, l'ammontare imponibile o quello della relativa imposta viene ad aumentare per qualsiasi ragione;

- variazioni in diminuzione: i contribuenti hanno facoltà e non più obbligo di ridurre l'ammontare imponibile di un'operazione già registrata, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, riduzioni o simili, o in conseguenza dell'applicazione di abbuono o sconto previsto contrattualmente, come nel caso di specie. Tali variazioni non sono applicabili decorso un anno dall'effettuazione dell'operazione se dipendenti dal sopravvenuto accordo delle parti.

Con riferimento alla fattispecie in commento l'operatore nazionale ha facoltà di intervenire con apposite annotazioni in diminuzione direttamente sul registro delle fatture emesse e sul registro degli acquisti. Tali rettifiche riducono l'ammontare dell'operazione di acquisto intracomunitario cui si riferiscono, a condizione che vengono annotate nello stesso mese in cui è annotata l'operazione originaria; altrimenti delle rettifiche si deve tenere conto in sede di dichiarazione annuale. L'annotazione della variazione in diminuzione può quindi essere operata mediante integrazione della nota di accredito o documento equipollente ricevuto dal fornitore francese con riferimento alla data del ricevimento, ma i dati in essa contenuto (imponibile e imposta) non dovranno influenzare la liquidazione del periodo, ma essere inseriti in dichiarazione annuale.

Tale annotazione è meramente facoltativa e, in forza del meccanismo della doppia registrazione attiva e passiva, non influenza il risultato della liquidazione dell'imposta.

Le variazioni intracomunitaria sono soggette alla stessa aliquota Iva, allo stesso trattamento di non imponibilità, esenzione o non assoggettamento al tributo e allo stesso cambio, se diverso dall'euro, già applicato sulla fattura relativa all'acquisto originario.

INTRASTAT

Con riferimento alla compilazione dei modelli Intrastat, occorre distinguere il caso in cui la rettifica è stata operata anche nei registri Iva, dalla diversa ipotesi in cui, al contrario, la variazione dell'operazione intracomunitaria ha avuto rilievo soltanto nelle registrazioni in contabilità generale.

Nel caso in cui la rettifica venga effettuata anche sui registri Iva, occorrerà compilare sia la parte fiscale che quella statistica del modello Intrastat.

Nell'ipotesi invece in cui la rettifica abbia dato origine soltanto a registrazioni in contabilità generale, resta sufficiente la sola compilazione della parte statistica del modello Intrastat.

Quanto sopra è confermato dallo stesso Ministero delle Finanze, quando, nella C.M. 23 febbraio 1994, n. 13 ha ricordato che nel caso di variazioni in diminuzione conseguenti a sconti, abbuoni, risoluzioni del contratto, ecc., la rettifica, se operata agli effetti fiscali, deve risultare nel modello Intra 2-ter anche ai fini statistici (sempreché il modello Intra 2-bis sia già stato presentato).

Il contribuente potrà scegliere se registrare il documento emesso dal fornitore francese soltanto in contabilità generale, senza operare alcuna rettifica nei registri Iva o se integrare la nota di accredito ricevuta, ai sensi dell'art. 46 del D.L. n. 331/1993, registrando la stessa, con segno negativo, sia nel registro acquisti che nel registro vendite. In quest'ultima ipotesi, l'integrazione della nota di accredito si sostanzia nella corrispondente diminuzione dell'imposta o dell'imponibile (ovvero di entrambi), sia sul registro acquisti che sul registro vendite.

Inoltre, nel caso di rettifica rilevante anche ai fini fiscali, la stessa deve essere registrata:

- nel modello Intra 2-bis, riportando il totale delle operazioni di acquisto nei confronti dello stesso fornitore, al netto delle rettifiche, se la variazione è avvenuta nello stesso periodo (mese, trimestre, anno) dell'operazione originaria;

- nel modello Intra 2-ter, se la variazione sia intervenuta in un periodo successivo a quello della originaria operazione di acquisto.

Nel caso in cui, invece, la variazione non abbia rilevanza fiscale (perché il cessionario ha registrato la variazione soltanto in contabilità generale), occorrerà sempre compilare il modello Intra 2-ter soltanto per la parte statistica, indipendentemente dal momento in cui è effettuata l'operazione originaria. In questo caso, poiché la rettifica non ha rilevanza fiscale, non si dovranno rettificare i dati fiscali comunicati per l'operazione originaria.

 

Riferimenti normativi

D.L. 30 agosto 1993, n. 331, art. 56

C.M. 23 febbraio 1994, n. 13

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